Le cuffie bluetooth, oggi, sono oggetto del desiderio di molti: comode, pratiche e mediamente anche di qualità.

La tecnologia bluetooth, portata alla conoscenza grazie agli smartphone, consente il collegamento tra la cuffia e un dispositivo, permettendo a questa di funzionare, sentendo la musica (o gestendo una telefonata) entra una certa distanza dalla sorgente audio (telefono, TV, radio, impianto stereo, tablet, computer).

Prima di approfondire l’argomento è giusto che ti dica che una cuffia bluetooht è sicuramente senza fili o wireless, ma non è detto che una cuffia wireless sia necessariamente bluetooth. Infatti, sono più di una le tecnologie che consentono ad un dispositivo di funzionare senza l’ausilio del filo.

Se ti interessa comprendere come funzionane le cuffie bluetooth, ecco alcune interessanti informazioni a riguardo, anche se prima è bene conoscere un po’ più nel dettaglio le dinamiche di questi dispositivi di ascolto.

Il funzionamento delle cuffie

Il funzionamento delle cuffie

Se riesci ad ascoltare la musica attraverso delle cuffie audio è merito degli altoparlanti che sono in esse contenuti. Questi, infatti, fungono da trasduttori, convertendo un impulso elettrico in uno sonoro che arriva dritto all’orecchio. L’energia elettrica si tramuta quindi in onde sonore. Questo vale per tutte le cuffie, anche quelle bluetooth.

Se in un sistema cablato l’elettricità passa attraverso il cavo, in un collegamento wireless sarà la tecnologia di connessione che permette di far correre l’impulso tra la sorgente e il dispositivo in questione.

Nel caso del bluetooth è come se questa tecnologia consentisse la presenza di un lungo cavo immaginario che collega la televisione (ad esempio) con le cuffie: un segnale speciale arriva al dispositivo, viene convertito in impulso elettrico e quindi in onda sonora dagli altoparlanti.

In questo caso, rispetto ad un sistema cablato, vi è un passaggio in più e non vi è il cavo: ecco spiegato il motivo per il quale, a livello generale, le cuffie dotate di jack offrono una qualità migliore rispetto a quelle senza cavo, anche se ultimamente queste ultime possono avvicinarsi moltissimo a livello di prestazioni e qualità di ascolto, specialmente con prodotti di fascia medio – alta di mercato.

Come è fatta una cuffia bluetooth?

Per poter cogliere il funzionamento di un dispositivo bluetooth è necessario capire il suo contenuto.

Una cuffia bluetooth è costruita allo stesso modo di una tradizionale: magneti, bobina, diaframma, altoparlante.

L’insieme di tutti questi componenti viene anche chiamato driver e tutto è contenuto all’interno del padiglione delle cuffie, ossia nello speaker. Nel linguaggio comune, speaker, driver, altoparlante vengono utilizzati come perfetti sinonimi. Tutti questi elementi permettono l’ascolto.

Ci sono però ulteriori componenti che permettono alle cuffie di funzionare meglio, dotandole pure di altre funzioni. Le cuffie bluetooth possono funzionare grazie ad una batteria ricaricabile, un chip e un convertitore di segnale da digitale ad analogico, chiamato DAC.

  • Driver: qui viene prodotto materialmente il suono e lo puoi percepire in tutto il suo dettaglio. Quanto più la conversione verrà fatta con elementi di qualità, tanto più la percezione di ascolto sarà positiva. Spesso si sente parlare di un driver cosiddetto “dinamico” grazie all’utilizzo di un magnete in ferrite o in neodimio, accoppiato ad una bobina mobile in rame collegata ad un cono (che sarebbe il diaframma). All’interno della bobina passa l’impulso elettrico che determina il movimento vibratorio dell’elemento che si trasmette direttamente anche al diaframma a cui è collegata. Non ci sono differenze di componenti tra quelli contenuti nei driver nelle cuffie bluetooth e quelle cablate.
  • Batteria: la batteria è tipica delle cuffie bluetooth poichè deve alimentare il sistema e il chip che consente l’accoppiamento ai dispositivi e il funzionamento della cuffia, con anche tutte le sue tecnologie impiegate. La ricarica avviene solitamente attraverso una piccola porta usb.
  • Chip: viene comunemente chiamato SOC (Sistema on Chip) ed è composto da un circuito integrato che contiene un piccolo processore e il convertitore di segnale DAC, la memoria e altri micro elementi indispensabili per garantire il funzionamento delle cuffie. Qui dentro c’è il modulo bluetooth che permette alla stessa tecnologia di funzionare, grazie ad un trasmettitore e un ricevitore.

Come funziona il bluetooth nelle cuffie audio: la doppia conversione di segnale

Non si hanno differenze di funzionamento con altri dispositivi dotati di medesima tecnologia. La connessione tra i due elementi si basa sulla trasmissione di onde radio ad elevata frequenza di tipo UHF in grado di trasferire informazioni e dare il meglio su distanze brevi, solitamente entro di 10 metri per le cuffie (le quali sono dispositivi bluetooth di classe 2).

Ciascun dispositivo BT viene dotato all’origine di un trasmettitore e di un ricevitore: il primo ha il compito di convertire il segnale elettrico di alimentazione in campo magnetico, il secondo di estrarre l’energia da questo e trasmetterla ai componenti che richiedono elettricità per poter funzionare.

Questo processo avviene in tempi infinitesimi e ogni volta che si avvia un ascolto da un dispositivo sorgente.

Come fanno le cuffie a mantenere la connessione bluetooth nel tempo?

La tecnologia bluetooth consente l’invio di pacchetti di dati informativi con una frequenza pari a circa 1.600 volte ogni secondo utilizzando decine e decine di canali distinti (anche più di 70).

Questo sistema, chiamato a “salto di frequenza”, permette di avere una stabilità migliore e di ridurre la probabilità di possibili interferenze, le quali sono più frequenti con altre tecnologie.

Ciò significa che ogni trasmissione dati che avviene dal dispositivo sorgente alle cuffie bluetooth utilizza un canale diverso ogni 625-650 microsecondi circa proprio per impedire che possano verificarsi interferenze.

In questo modo la connessione diventa stabile nel tempo e sicura.

Sono meglio le cuffie dotate di cavo oppure wireless?

Sono meglio le cuffie dotate di cavo oppure wireless?

Dal punto di vista della qualità del suono la connessione via cavo è insuperabile (se il cavo è di qualità e non troppo lungo) e chi è appassionato audiofilo potrà preferirle poichè il segnale corre su qualcosa di fisico e non di virtuale (per chi si intende di fotografia sarebbe come paragonare lo zoom ottico a quello digitale).

Bisogna però ammettere che lo scopo di alcune cuffie è consentire un miglioramento uditivo alla persona, senza necessariamente permettere di cogliere tutte le sfumature musicali presenti nel Concerto di Capodanno.

Parlando di cuffie TV per anziani, ad esempio, la maggior parte delle volte vengono impiegate per ottimizzare l’ascolto di programmi quotidiani. Per questo le cuffie bluetooth svolgono egregiamente il proprio compito e consentono pure maggiore libertà di movimento senza avere cavi che attraversano locali.

Logicamente se servono specifiche caratteristiche per svolgere determinati lavori (ad esempio in studio di registrazione), allora le cuffie dotate di cavo non hanno paragoni, sebbene vi siano dispositivi wireless veramente validi la cui qualità di ascolto si può avvicinare molto a quelli cablati.


FAQ


Wi-Fi e bluetooth sono la stessa cosa?

Nonostante le tecnologie Wi-Fi e bluetooth possano interessare applicazioni simili e utilizzare anche la medesima banda radio per trasmettere i dati ad alta frequenza, le due modalità non sono la stessa cosa.

L’applicazione dell’una o dell’altra dipende dagli impieghi e dagli scopi che i diversi produttori hanno pensato per l’uso del dispositivo in cui vi è contenuta la singola tecnologia. Il bluetooth è pensato più che altro per eliminare i cavi, mentre il Wi-Fi è nato per favorire le connessioni web.

Le cuffie bluetooth sono sicure per la salute di anziani e delle persone in genere?

Premesso che le cuffie dotate di tecnologia bluetooth utilizzano onde radio per funzionare e quindi qualche “radiazione” la emettono, funzionano allo stesso modo di tanti altri dispositivi di uso comune, come smartphone, tablet o auricolari.

La preoccupazione maggiore deriva dal fatto che vengono poste in testa oppure intorno al collo: per questo è comunque consigliabile non abusarne nell’utilizzo eccessivamente prolungato, nonostante non si registrino negli ultimi anni particolari segnalazioni di danni alla salute in seguito all’uso di dispositivi di ascolto bluetooth.

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