Se ti appassiona il mondo del DJ, che sia per lavoro o per diletto, è importante sapere quale attrezzatura serve per fare il Dj, per iniziare non serve acquistare tutto subito, ma c’è comunque un investimento iniziale.

E’ un investimento che ti consentirà di poter coltivare al meglio la tua passione verso la musica elettronica.

Solo avendo a disposizione i giusti strumenti riuscirai a stupire il pubblico, a mixare, a proporre musica con effetti speciali nel modo più naturale possibile.

Iniziando a fare il DJ è sconsigliato spendere una fortuna per farti un corredo come si deve fin da subito, ma è più conveniente incominciare spendendo il giusto in modo da scegliere un’attrezzatura che ti consenta di contenere i costi pur offrendo una musica di buon livello.

Il mercato offre diversi componenti il cui rapporto qualità – prezzo è davvero ottimale e, in caso, puoi anche dare uno sguardo al mercato dell’usato.

Devi però sapere cosa stai acquistando e cosa serve quel determinato componente.

Ci sono alcuni pezzi che pesano di più di altri in termini di resa finale.

Come puoi intuire è più importante un mixer o un cdj piuttosto che un cavo di qualità eccelsa o una eccellente cuffia.

Comunque sia, ecco quale attrezzatura serve per iniziare a fare il Dj :

  • Console
  • Mixer
  • Cdj
  • Piatto disco da DJ
  • Cuffie da DJ
  • Casse audio
  • Accessori

Se sei agli inizi non hai dunque convenienza a investire tanto denaro, mentre diverso è se desideri fare un aggiornamento della tua dotazione e migliorare.

Se è vero che le principali differenze tra un principiante DJ e un professionista la fa la strumentazione, è anche vero che prima o poi in un modo o nell’altro bisogna comunque iniziare l’attività.

Ecco quindi quali sono gli elementi fondamentali che compongono l’attrezzatura da DJ.

La console: la base per essere DJ

Per un DJ la console identifica il motore, il cuore, l’anima vera della musica e dell’attività.

Senza questo strumento non è possibile concludere nulla, non è possibile fare musica.

Un DJ senza console è come un pilota senza la sua automobile.

Questo elemento del kit del provetto DJ può trovarsi in configurazione tutto in uno oppure separata, a seconda del fatto che mixer e cdj siano inclusi oppure no.

Console All in One:

La console da DJ si definisce tutto in uno se viene venduta pronta all’utilizzo, includendo il mixer e il cdj.

In gergo è possibile definire la All in One con il termine controller.

Il settore propone scelte interessanti che si collocano tra l’amatoriale e il professionistico, con anche la possibilità di avere il supporto di un software da computer.

Mixer e cdj sono radunati entrambi nello stesso cabinet e il programma specifico al pc permette di controllare virtualmente le musiche, gli effetti e quanto necessario.

La qualità con cui è prodotta la console è sicuramente importante per la resa finale, ma è il software che riveste ancora maggiore importanza.

Dal punto di vista economico i prezzi per un modello base o comunque capace di offrire la possibilità di gestire discretamente bene l’intero sistema, può arrivare a costare 300 euro, ma vi sono modelli molto più economici.

Di contro potreste trovare proposte anche più costose, intorno a 400-500 euro, per console dotate di monitor con il software integrato, evitandovi di presentarvi alla serata con il computer.

Console da comporre:

La postazione si compone con un mixer e separatamente con il cdj.

Questa seconda ipotesi è più dedita agli esperti, mentre per chi inizia, desideroso di intraprendere la carriera da DJ, la soluzione All in One risulta sicuramente migliore, sia sotto l’aspetto economico che pratico.

Per te che inizi, hai più convenienza ad acquistare un prodotto tutto in uno, puntando sulla semplicità di gestione e sulla praticità.

In seguito, acquisendo sempre più esperienza, avrai modo di sceglierti un mixer diverso, un cdj differente e costruirti la tua postazione.

La console, in realtà, è identificabile con la postazione del DJ, ricomprendendo nel concetto l’attrezzatura indicata.

Il mixer

Un mixer da DJ si compone solitamente di un numero di canali variabile, ma in genere non superiore a 6.

Ciascun canale può gestire una traccia musicale da mixare.

Ciò significa che dovrai pensare di avere almeno 2 canali distinti.

Più possibilità ci sono, più è facile effettuare dei campionamenti e delle registrazioni, oltre che disporre della possibilità di mescolare insieme più tracce.

Per un DJ, il mixer rappresenta uno strumento di fondamentale importanza più per gli effetti possibili che per le regolazioni.

Una traccia musicale arriva al mixer grazie al collegamento via cavo, viene quindi elaborata e mandata poi alle casse per la diffusione.

Il mixer è quello strumento che lavora la traccia audio, facendola uscire diversa da come l’ha ricevuta.

Gain, drop, fader sono termini tecnici tipici del mixer e dell’elaborazione dei suoni e hai anche modo di andare in pre ascolto, ovvero ascoltare come uscirà il pezzo elaborato senza in realtà diffonderlo al momento.

Il fader è senza dubbio un connotato importante per un mixer da DJ, al punto che vi sono anche i crossfader, utili per donare alle sonorità un effetto in dissolvenza, generando facilmente successivi effetti.

Sempre dal mixer hai modo di regolare i bassi, i medi e gli alti, singolarmente per ciascun canale e per la tua cuffia di ascolto.

Il volume generale è detto master e agendo su quella levetta modifichi il livello complessivo di uscita dell’audio.

In un mixer, fader e gain sono indubbiamente le due funzioni principali, in grado di far propendere per la scelta di un modello piuttosto che un altro, dato che intervengono in modo determinante sulla qualità del suono.

Il cdj

Il cdj ha il compito di riprodurre le tracce sonore sotto forma sia di cd room che di mp3 ed è possibile impiegare musica caricata sulla chiavetta usb oppure supporti diversi di memoria.

Un cdj prevede tutti i controlli tipici dell’audio, oltre a qualche altra funzione tipica del DJ, come ad esempio la variazione di velocità di riproduzione, il cambio della tonalità musicale, la ripetizione in loop di determinate battute della traccia e altre simili.

Il cdj ha grande rilevanza nella qualità audio che uscirà dalle tue casse e per questo motivo la scelta deve essere ponderata, pensata e ragionata.

Soffermati nella scelta di mixer e cdj e valuta anche le console tutto in uno sulla base di questi due elementi chiave.

Per rendere ancora meglio l’idea, considera che il mixer è fondamentale per migliorare un suono, ma se questo è già buono in partenza la tua azione sull’equalizzazione e sugli effetti sarà minore, semplificata e ti avvicinerai il più possibile al suono perfetto.

Il suono ti giunge proprio dal cdj.

Se questo è di qualità, allora potrai ricevere applausi anche con un mixer usato, economico o meno performante di altri, ma se il cdj è di basso livello, non c’è mixer capace di far rendere perfettamente il sound.

Se decidi di comporti la tua stazione di controllo, meglio puntare su un ottimo cdj e risparmiare qualcosa sul mixer, anziché il contrario.

Indicando delle percentuali, più che altro per farti capire l’importanza di questo strumento, potremmo dire che sulla qualità audio finale, l’incidenza del cdj è pari a circa il 70%, mentre al mixer spetta indicativamente un 25% massimo.

Il piatto disco da DJ

Il giradischi esiste ancora nonostante l’evoluzione del tempo abbia portato ad altre tipologie di supporto per l’ascolto musicale, ma per un DJ è fondamentale il classico piatto disco.

Se ambisci ad essere un DJ affermato e apprezzato, la console non ti basta e devi avere un giradischi per poter arricchire la tua attrezzatura.

Sia chiaro che puoi anche fare senza e sono molti i DJ che evitano l’acquisto, ma le aggiunte ti consentono sempre di trovare nuovi spunti e nuove idee.

Ecco perché avere anche un piatto è importante, oltre a distinguerti dagli altri DJ.

Nel caso decidessi per l’acquisto dovrai scegliere un giradischi da DJ e non uno qualunque.

Quelli specifici sono infatti costruiti in maniera differente rispetto a quelli tradizionali, visto il differente utilizzo che ne viene fatto.

Il motore deve essere robusto per sopportare lo stress dovuto all’esercizio del DJ, lo stesso dicasi per la trazione e le testine.

Per tale motivo è preferibile scegliere un giradischi di tipo Direct Drive, ovvero senza la cinghia di trasmissione, per avere una miglior trazione e una maggiore robustezza.

Inoltre, quando il disco viene manipolato con le mani dal DJ, la trasmissione diretta offre grande reattività e quindi tempi inferiori di passaggio dal pitch modificato a quello originale.

Inoltre vi sono prodotti che presentano funzioni aggiuntive, come la connettività bluetooth e altri concetti capaci di rendere migliore la qualità della prestazione sonora.

Le cuffie da DJ

Come suggerisce il titolo del paragrafo ci sono cuffie specifiche per il DJ.

Adesso vediamo il perché.

Innanzitutto le cuffie sono un accessorio fondamentale per esercitare l’attività di DJ.

Parti dal presupposto che il primo ad ascoltare la tua musica devi essere te stesso e devi farlo nel miglior modo possibile, nelle condizioni ideali.

Queste ultime purtroppo non ci sono quasi mai, a meno che tu non sia in uno studio di incisione.

Se sei DJ opererai in ambienti rumorosi e le cuffie risultano importantissime per poterti isolare dal resto del mondo.

Una cuffia di qualità è importante indossarla per poter percepire tutte le possibili sfumature dei suoni, dei mixaggi e non devi affatto pensare che la parte relativa all’ascolto sia secondaria rispetto a console, mixer o cdj.

Quando sei in postazione, grazie alle cuffie potrai andare in pre ascolto del brano che manderai in onda, coglierai i tempi, le entrate, i tagli.

Inoltre la cuffia da DJ deve essere comoda da indossare, tenendo conto che la terrai in testa non certo per 10 minuti, ma per almeno un paio d’ore.

Provala quindi, prima di acquistarla se ne hai modo!

Ci sono prodotti che costano 50 euro, altri che costano 350 euro: se sei agli inizi puoi decidere di investire su un modello di medio livello, il cui costo potrebbe aggirarsi intorno a 150 euro, ecco una guida che mostra alcuni modelli.

Sensazione, comfort, prestazioni, sono spesso elementi soggettivi dato che si hanno esigenze diverse.

Tu puoi apprezzare di più una musica fatta di bassi pompanti, un altro DJ potrebbe invece preferire gli effetti speciali e avere una differente sensibilità in merito ai toni e alle frequenze sonore.

Le casse audio

Le casse sono quegli elementi da cui esce il prodotto del tuo agire.

Non vorrai che il tuo operato venga rovinato da casse acustiche non all’altezza vero?

La scelta puoi averla tra speaker attivi e speaker passivi: i primi sono dotati di amplificatore e quindi richiedono una alimentazione propria, mentre i secondi si limitano a trasmettere il suono come esce dal mixer senza che venga amplificato.

L’amplificazione è già presente nel mixer o nella console e il suono viene inviato alle casse per l’emissione.

L’ideale sarebbe avere la possibilità di controllare anche il suono in uscita e quindi una cassa attiva garantisce una regolazione più fine, ma è pur vero che una cassa passiva, se di fascia medio alta, propone un suono più fedele, potendo regolare i parametri direttamente dalla console o dal mixer di controllo.

Oltre alle casse dovrai acquistare anche i supporti. Se ti esibisci in locali ambi, dovrai essere provvisto almeno di 4 casse.

Accessori per DJ

Oltre alle cuffie, che sono in realtà obbligatorie, esistono una serie di altri accessori che possono tornarti utili nell’esercizio dell’attività del DJ.

I cavi, ad esempio, sono una componente che può dare valore aggiunto alla musica.

Avere una console performante e di qualità, collegata con cavi di bassa gamma è come avere una vettura sportiva e dotarla di gomme economiche e di dubbia provenienza: le prestazioni non potranno mai essere le migliori.

Utilizza quindi dei cavi con i rispettivi adattatori all’altezza della situazione.

Questo accorgimento ti consentirà di poter disporre delle condizioni ideali per poter fare musica, eliminando le interferenze e le dispersioni, a tutto vantaggio di un suono pulito.

Scegli, se possibile, i contatti rivestiti in oro, sicuramente più prestazionali e finalizzati ad una musica di qualità.

Un DJ che si rispetti, man mano che riesce a fare esperienza, può dotarsi di schede audio esterne per ricreare effetti particolari, per tramutare in digitale il segnale del suono.

Ti puoi dotare anche di un piccolo controller midi per gestire specifiche tracce, oppure collegare sequencer, sintetizzatori, campionatori e microfoni in grado di ricreare ambientazioni techno, elettriche e profonde.

Un altro aspetto importante riguarda le custodie.

Gli strumenti che porti con te e che compongono la tua personale dotazione di DJ dovranno essere coperti, protetti da colpi e al tempo stesso pratici nel trasporto.

Cover con maniglie e ruote sono funzionali e soprattutto utili, specialmente se realizzate in alluminio o plastica rigida, entrambi materiali molto leggeri e resistenti agli urti.

Una valigetta porta console, una porta mixer, borse imbottite per cdj e giradischi, una borsa per inserire in modo ordinato i cavi, le coperture per le casse audio e i sostegni, la custodia per le cuffie.

Non dimenticare uno sgabello regolabile in altezza, microfoni e aste di sostegno.

Se poi hai anche il computer, devi prendere una borsa apposita.

Più sarai ordinato nella riposizione della strumentazione e degli accessori, più semplice sarà successivamente la riproposizione della postazione.

Domande e risposte

Chi si approccia al mondo DJ ha inevitabilmente alcune incertezze, alcuni punti oscuri che meritano di essere chiariti. A volte la domanda sorge spontanea, mentre la risposta tarda ad arrivare. Proviamo di seguito a soddisfare qualche curiosità.

Sono alle prime armi, mi vorrei avvicinare all’attività del DJ ma come faccio a sapere se sono portato?

Se stai per iniziare l’attività di DJ o ti piacerebbe farlo, è naturale che ti ponga il dubbio se tu sia o meno portato.

Aspetta quindi a comprare tutta l’attrezzatura, perché è vero che il mercato dell’usato è ricco di proposte, ma investire una certa somma per qualcosa che dopo 2-3 mesi vorrai già cedere, non è certo un investimento da Borsa di Milano.

In questi casi il consiglio è di affidarti a uno dei tanti programmi virtuali che puoi installare sul tuo computer.

Lo puoi acquistare (a poche decine di euro) oppure puoi scaricare da internet alcune versioni demo dei software più conosciuti e provare a miscelare i suoni e a svolgere qualche azione da DJ.

Il tuo pc si trasforma in una console virtuale.

Se ti piace, se il lavoro ti esce bene, allora puoi procedere a fare il passo.

Sono agli inizi e ho un budget limitato. Come faccio a gestirlo correttamente?

Molti sono nella tua stessa situazione. Prima devi farti le ossa e non puoi certo investire tutto subito.

Ci sono componenti che puoi acquistare subito, altri che invece puoi attendere più avanti.

Potresti partire con una console tutto in uno entry level, dove trovi già inclusi il mixer e il cdj ad un prezzo minimo di poco inferiore a 100 euro.

Ad esempio la console Hercules DJ Control Instinct S Series Party Pack ha un rapporto qualità prezzo incredibilmente vantaggioso, è abbastanza completa ed è ideale proprio per i principianti, consentendo loro di poter apprezzare l’arte del DJ e crescere in esperienza.

Scegli poi un paio di buone cuffie specifiche per DJ (ad esempio Sony MDR-V55, Numark Red Wave Carbon) investendo circa 60-70 euro, casse audio di medio livello (circa 150 euro la coppia), cavi di media qualità borse contenitrici per altri 150 euro complessivi.

Con circa 500 euro di investimento sai già in grado di poter esercitare fornendo una prestazione apprezzabile.

Esiste una console che mi consente di imparare ma anche di proseguire l’attività discretamente senza dover subito cambiare attrezzatura?

Certamente sì.

Se sei alle prime armi ma hai ben chiara l’intenzione di proseguire a mixare in pubblico facendo il DJ, puoi scegliere fin da subito una console completa di medio alto livello che manterrai anche successivamente.

Tieni presente che dovrai poi investire sull’accessoristica per migliorare le tue prestazioni musicali.

Una console di buon livello è sicuramente la Pioneer DDJ-400.

Versatile, flessibile, si configura come la soluzione migliore per poter apprendere rapidamente le tecniche dei mixaggio tipiche del DJ e avere poi la continuità per proseguire nell’attività.

Completa anche di software è ideale sia per esercitarsi in studio o tra le mura domestiche che durante le feste.

Elegante e completa, è anche molto leggera e quindi idonea al trasporto.

Il prezzo non è certo quello di una entry level, ma nemmeno quello di una console da professionista.

Questo prodotto strizza l’occhio a chi desidera imparare e iniziare un percorso di crescita fino ad arrivare al semi professionismo.

Quando posso capire di fare il passo nell’acquisto di mixer e cdj separati dalla console all in one?

Premesso che non è affatto una regola, nel senso che è possibile suonare bene anche con una all in one, ci sarà un momento in cui quello che fai non ti basta più.

Lo senti, lo avverti (grazie anche alla bellissima cuffia che avrai in testa durante le tue esibizioni), la musica esce ma non ti soddisfa appieno e vorrai aggiungere quel qualcosa in più che manca.

Come il classico tocco che lo chef dà per completare un risotto che, seppur banale, diviene in realtà un piatto ricco, corposo e di gusto.

Quando avvertirai questa sensazione ecco che forse è venuto il momento di guardarti in giro.

In questi casi scegli un mixer performante, bello, completo di effetti che ti possono dare quel tocco aggiuntivo di cui percepisci la mancanza.

La console puoi deciderla di venderla oppure tenerla per emergenza e utilizzarla in particolari occasioni (opzione 2 consigliata vivamente).

C’è differenza tra DJ e Music Producer?

Nonostante le due figure tendano a sovrapporsi, la differenza esiste.

Il DJ è colui il quale mixa brani esistenti, il Music Producer è invece colui che genera il brano, lo crea.

Di solito il secondo è anche in grado di fare il DJ, ma non è sempre vero il contrario.

Avendo due compiti differenti, anche l’attrezzatura è diversa.

Quella del producer è più ricca di funzioni proprio perchè deve generare un brano musicale.

Il lavoro è anche al computer, con un campionatore e con dei sequencer, quindi possiamo affermare che la dotazione di un DJ è più semplice rispetto a quella di cui deve disporre un produttore musicale.

Quest’ultimo può comunque lavorare con la console, mixer e tutto il resto, ma i componenti devono avere un pacchetto di funzioni più completo e non è quindi possibile accontentarsi di modelli semplicistici ed entry level.

Inoltre il music producer lavora più frequentemente in studio di registrazione e meno in pubblico e, di conseguenza, l’attrezzatura è differente.

Se intendi anche creare brani musicali di tua composizione in futuro, opta per una console semi-professionale corredata da un software che ti consenta l’azione desiderata.