Quale giradischi scegliere? L’interrogativo è arduo se, come me, sei sempre più incuriosito dai vari album storici ormai riproposti nelle edizioni della serie “Back to Black” e dalle edizioni speciali di vinili, realizzate appositamente per il Record Store day, senza voler ovviamente nulla togliere alla collezione dall’importante valore affettivo dei dischi di famiglia conservata in solaio…insomma bisogna sul serio valutare bene quale modello adottare. Per questo motivo ho provato il Miric  Giradischi e in questa Recensione ti dirò cosa ne penso.

Miric Giradischi un Design minimalista e retro

Fin dall’inizio, vista la sua particolare linea estetica, ho provato un’emozione particolare, un vero e proprio tuffo al cuore. I meno giovani possono tranquillamente capire visto quel che rappresenta esteticamente questo ritorno al passato firmato dalla Miric, ditta che ci propone un modello capace di evocare tanti ricordi.

Il suo prodotto ti fa sentire fin da subito un MC, cioè un Master of Ceremony, di quelli di quando alle feste i dischi si mixavano normalmente sul piatto perché, in effetti, si poteva fare solo così…

Nostalgia a parte, questo giradischi è stato realizzato con una linea decisamente semplice ed elementare, quasi minimalista con un design strizzante l’ occhio al fracassone passato musicale degli anni 80.

Qui il piatto rappresenta tutto e diventa non solo l’elemento base, ma quello fondante! Posso dirti che la sua struttura è interamente realizzata in plastica e, ad essere sinceri, manca però un coperchio che lo protegga dalla polvere e ,questa cosa, alla lunga, risulta un po’ troppo fastidiosa.

Le caratteristiche del Giradischi della Miric

Realizzato in dimensioni normali, non è troppo imponente e pesa poco più di due chili. Questo giradischi può benissimo essere messo lì a fianco del tuo computer fisso, senza darti problemi, adatto com’è per ascoltare i vinili a tre velocità, cioè le classiche 33 1/3, 45, 78RMP.

Inoltre è dotato di un doppio altoparlante stereo e le sue casse integrate sono discrete, non sono affatto male, ma dopo averlo collegato ad un paio di casse esterne ho capito che questo giradischi è proprio come Ruggeri, Morandi e Tozzi messi insieme, cioè può dare di più, molto di più se si è disposti a investirci.

Passando al suo ago ceramico devo confessare che mi è sembrato buono ed è decisamente resistente all’abrasione. In effetti la longevità dell’ago è un cavallo di battaglia non trascurabile.

Mettendolo poi in funzione ho capito, già al partire delle prime note, che la sua struttura elementare, che può apparire ai più spoglia o povera, è in realtà qualcosa di decisamente ottimale perché permette alla cinghia e al servomotore di non stare a vibrare troppo durante la riproduzione del vinile, così la musica non subisce nessuna interferenza durante l’ascolto.

L’integrazione di una porta USB permette poi di effettuare il passaggio dal vinile al digitale, cosa che ho potuto fare tramite il mio Pc senza troppi problemi. L’operazione di “passaggio” è davvero semplice anche se non sei uno smanettone al computer.

Pro e Contro

Posso dire che si tratta di uno dei prodotti migliori per quanto riguarda il rapporto tra qualità e prezzo, dove il Miric Giradischi è davvero insuperabile. Allora, riassumendo in dettaglio abbiamo i seguenti vantaggi e svantaggi:

  • il prezzo è davvero imbattibile. Costa infatti davvero molto poco e non ci sono tanti prodotti con le sue stesse caratteristiche acquistabili in questa fascia.
  • la sua qualità audio è discreta, quasi buona
  • la possibilità di migrazione, cioè di digitalizzare gli album in vinile è una funzione che torna molto utile
  • le sue tre velocità permettono di riprodurre diversi tipi di vinile
  • il design d’impatto è una plusvalenza non da poco se, come me, amate gli anni 80
  • Purtroppo, come già accennato, manca un coperchio che lo protegga dalla polvere
  • Per farlo rendere in maniera ottimale, e ho detto ottimale, non solo buona, ho dovuto collegarlo a delle casse esterne
  • Un po’ come l’ultimo modello iPhone, manca dell’uscita jack per le cuffie e per un giradischi domestico tutto ciò rappresenta un fastidio decisamente maggiore
  • Per digitalizzare i dischi ho dovuto scaricare un apposito programma

Conclusioni e alternative

Il Miric Giradischi rappresenta la soluzione ideale se si è alla ricerca di un prodotto versatile ad un prezzo economicamente vantaggioso ma che però potrebbe non avere una lunga durata nel tempo.

Inoltre lo si usa velocemente e facilmente, i suoi comandi sono user friendly, molti intuitivi. Dopo 5 minuti dall’acquisto sapevo già farci tutto e mi sono messo ad ascoltare con piacere l’album Pet Sounds dei Beach Boys.

Devo aggiungere che non ci sono troppi cavi da collegare. Il giradischi Miric è un modello ideale per chi si vuole avvicinare al mondo del vinile partendo da zero o quasi e/o per chi non ha troppe esigenze in materia di ascolto.

Se non ti ho convinto, sul mercato, attualmente trovi diverse alternative valide al Miric come ad esempio il giradischi Peggy Sue, modello che già a partire dal suo classico nome da ballata folk rockeggiante, fa ben capire che si tratta di un prodotto decisamente nostalgico.

Al contrario del Miric, il Peggy Sueha anche la valigetta per il trasporto, che può essere usata come comoda protezione contro la polvere. Salendo un po’ più su, nella fascia di prezzo, troviamo questo accessorio ottico che sembra essere uscito direttamente dagli anni 70, cioè il giradischi radio Soundmaster PL186H, dotato di una bella custodia in legno e di una copertura in plastica trasparente.

Anche per lui la polvere non è affatto un problema! Senza trascurare poi il fatto che ha integrato nella sua struttura una radio stereo, con affascinanti manopole analogiche, e l’importante uscita stereo per le cuffie che permette di goderti in tranquillità della tua musica preferita anche nelle ore serale, senza dare fastidio ai tuoi familiari e ai tuoi vicini.