Con questo testo desideriamo spiegarvi bene il significato della risposta in frequenza, che qualcuno definisce anche risposta di frequenza.

La prima nomenclatura è quella più corretta, la seconda fa riferimento più ad un linguaggio parlato che tecnico, ma il concetto non cambia. In ambito musicale il concetto è importante, soprattutto quando siete in fase di scelta di casse, microfoni o cuffie audio.

Capire la risposta in frequenza

La risposta in frequenza esprime la modalità con cui un’attrezzatura audio va a compiere modifiche sulle frequenze sonore che ad essa vengono inviate attraverso gli ingressi e successivamente restituite all’esterno.

In uno strumento entrano dei suoni sotto forma di frequenze, queste vengono elaborate, in qualche modo alterate e successivamente vengono fatte uscire per poi essere percepite dall’orecchio umano.

In pratica il concetto in questione misura l’uscita di un suono in base alla frequenza e non al tempo.

Ecco perché è meglio fare riferimento a risposta in frequenza anziché risposta di frequenza.

La nozione è tra le più importanti nella scelta di un diffusore (ad esempio quelli da Pavimento) in quanto esprime il modo con il quale uno strumento “suona”.

Per i lettori amanti degli approfondimenti tecnici, possiamo andare avanti.

Esiste un grafico che illustra la risposta in frequenza in maniera chiara e immediata, ma è necessario saperlo interpretare.

Sull’asse verticale l’unità di misura è il decibel (dB), mentre le frequenze (Hz) sono sull’asse orizzontale.

La lettura e l’interpretazione del disegno consente di capire come verranno elaborate le frequenze, ed è importante capire che ogni strumento, ogni cuffia, ogni speaker audio, ha la sua curva e quindi il proprio grafico.

Le frequenze e la loro elaborazione, andranno a creare quelle timbriche caratteristiche del suono.

Quando si dice che uno strumento ha un suono più “caldo” di un altro oppure che un determinato modello di cuffie offre una percezione preponderante sui toni bassi o, al contrario, regala acustiche più squillanti e metalliche, altro non si sottintende che una maggior enfasi sulle frequenze basse o su quelle alte.

Per capire meglio il concetto di risposta in frequenza basta saper leggere e interpretare il grafico.

Al valore di una determinata frequenza sull’asse delle X, ad esempio 40 Hz, corrisponde un valore del suono sull’asse delle Y, ad esempio 10 dB: significa che quello strumento (cuffia ad esempio), a 30 Hz sottrarrà 10 dB rispetto al suono originale.

Solitamente i grafici delle strumentazioni più commerciali partono dall’origine con una linea molto verticale per poi stabilizzarsi dopo valori di 100-150 Hz, oltre i quali una piccola variazione di 2-3 dB è ammessa e risulta trascurabile.

Apparecchiature professionali, partiranno invece con una linea quanto più possibile retta, direttamente dall’asse Y, oppure dall’origine, ma con una salita molto verticale che si stabilizza prima di raggiungere il valore di 100 Hz.

Con più la linea grafica è retta, ossia parallela all’asse orizzontale, più possiamo affermare che lo strumento garantisce una riproduzione fedele ai suoni originali.

Risposta di frequenza e gamma di frequenza sono la stessa cosa?

No, sono concetti diversi tra loro ed è utile mantenerli tali anche se spesso vengono confusi.

La gamma di frequenza identifica un intervallo empirico che va da un valore minimo ad un altro massimo.

La risposta in frequenza è invece qualcosa che nasce da un’elaborazione elettronica che influenza un insieme di dati in ingresso, prima di rimandarli all’esterno.

Proponiamo un esempio banale ma che può aiutare a rendere l’idea.

Immaginate di prendere della carne da macinare.

Il macellaio taglia la quantità adeguata, la pone nel macinatore e da questo esce la carne tritata.

Il processo non solo genera la stessa carne sotto un’altra forma (da pezzo intero a carne macinata), ma crea anche una lieve perdita di peso (se viene introdotto 1 Kg di carne, quella in uscita sarà 970 grammi circa, dato una parte rimane nella macchina o rappresenta uno scarto).

La carne tritata è paragonabile alla risposta in frequenza, ovvero a come il suono esce dallo strumento dopo che è stato elaborato, alterato e trasformato.

La gamma di frequenza potrebbe invece paragonarsi alla pezzatura con cui la carne fuoriesce dal macinatore:

Ci saranno pezzi lievemente più piccoli e altri più grandi.

La gamma di frequenza rappresenta quindi un range di Hertz che la cuffia è in grado di fare uscire dopo l’elaborazione del suono in ingresso.

La gamma di frequenze udibile dall’orecchio umano va da 20 Hz a 20.000 Hz e questo è un dato di fatto, ma non è detto che tutti gli strumenti siano in grado di riprodurle con una risposta in frequenza adeguata.

Col trascorrere degli anni, l’intervallo udibile dall’uomo si riduce.

Come posso interpretare il dato della risposta in frequenza indicato sulle cuffie?

Vige il principio che a parità di altri fattori, una cuffia con una risposta in frequenza più ampia, ovvero con un range più aperto rispetto a quello umano, offre un suono migliore.

Meglio dunque scegliere un prodotto che abbia una forbice più aperta perché, indipendentemente da ogni considerazione, consente di beneficiare di bassi più profondi e di alti più squillanti.

Sarebbe da preferire una cuffia con un range tra 5 Hz e 50 kHz, rispetto ad un’altra con valori compresi tra 18 Hz e 24 kHz, a parità degli altri parametri.

La risposta però merita una piccola analisi.

Nell’interpretazione del dato devi tener presente quanto indicato poco fa: da 20 Hz a 20 kHz è la soglia percepibile dall’orecchio dell’uomo.

Ciò significa che se siete indecisi tra una cuffia con un range da 5 Hz a 50 kHz e una da 14 Hz a 24 kHz in teoria poco importa poiché la soglia umana udibile è ricompresa in entrambi i prodotti.

Teoricamente non dovreste avvertire quindi alcuna differenza.

Le parti di suoni con frequenze da 0 a 20 Hz e superiori ai 20 kHz verrebbero perse.

Ma allora se così fosse, perché esistono cuffie che promettono valori maggiori?

Quanto espresso è valido in teoria, ma molto dipende da altri fattori come ad esempio dalla qualità costruttiva dello strumento.

L’aspetto qualitativo diventa dunque fondamentale, soprattutto se relativo alla costruzione dei driver e della loro componentistica.

Esistono dunque molte differenze tra i diversi modelli.

Qual’è il range ottimale della risposta in frequenza?

Tecnicamente il range ottimale della risposta in frequenza di una cuffia è quello che contiene interamente i valori percepibili dall’orecchio dell’essere umano, ossia quello che ingloba l’intervallo tra 20 Hz e 20.000 Hz.

Significa che è possibile udire tutto quanto udibile.

Sempre rimanendo in ambito puramente tecnico, lo strumento ideale e più affidabile è quello che ha il grafico della risposta in frequenza più orizzontale possibile (discorso valido e ancor più accentuato soprattutto per i microfoni), perché significa che rende il suono più naturale possibile, con un processo di elaborazione che rende le variazioni sonore pressoché nulle.

Dopo queste considerazioni tecniche, passiamo a fornire una risposta basata sul buonsenso e sulla logica.

Verrebbe spontaneo dire che il range ottimale della risposta in frequenza è quello maggiore possibile perché anche se non percepito dall’orecchio dell’uomo, presuppone una tecnologia più curata che genera un aumento della qualità sonora a prescindere.

Se proprio volete leggere un valore, un ottimo intervallo è quello compreso tra 16 Hz e 28.000 Hz.

Tale range è ad esempio quello di un paio di cuffie che si utilizzano per l’ascolto della musica in studio, in grado di dare una grande fedeltà di riproduzione.

Sarebbe però riduttivo fermare la valutazione a questo dato se non si prendono in considerazione anche la sensibilità e l’impedenza. (Qui il Nostro approfondimento)

Cosa significa quando si legge che una cuffia è dotata di buona gamma dinamica?

Il termine gamma dinamica o risposta dinamica, appartiene, in ambito fonico e musicale, al concetto di risposta in frequenza.

Affermare che una cuffia ha buona gamma dinamica, significa che ha un buon range di risposta in frequenza.

E’ un modo per esprimere un giudizio positivo a favore dell’oggetto in analisi.

Non è una terminologia propriamente corretta, ma viene talvolta utilizzata all’interno di recensioni relative a casse acustiche o a cuffie, con lo scopo di semplificare il concetto della risposta di frequenza.

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La risposta in frequenza può determinare la scelta di una cuffia o di uno strumento?

La risposta in frequenza, così come la sensibilità e l’impedenza, è un dato che influenza la scelta, ma non è certo l’unico.

Forse è quello che influisce di meno rispetto ad altri, perché mediamente tutte le cuffie hanno valori comunque più ampi rispetto a quelli percepiti dall’uomo.

Che senso avrebbe preferire un range molto ampio se comunque la sorgente audio è limitata?

Un file mp3 (Qui differenza tra mp3, Wav e Flac) già viene riprodotto con delle perdite di informazioni e non è che avendo una cuffia dotata di grande risposta queste vengono recuperate.

Diverso è invece se serve un ascolto preciso, puntuale, basato sulla cattura uditiva di particolari suoni, situazione che spesso si verifica in studio.

In questo caso, se la cuffia viene acquistata con questo scopo, disporre di un range ancora più aumentato ha la sua valenza e può orientare la decisione di acquisto in modo determinante.

In genere, impedenza e sensibilità rivestono una importanza maggiore.

La risposta di frequenza è però utile per approfondire il confronto tra prodotti.

La considerazione della risposta in frequenza può dipendere dal tipo di utilizzo della cuffia?

Certamente sì.

La scelta di una cuffia deve sempre essere effettuata dopo aver ben chiaro il tipo di utilizzo.

In base all’impiego i diversi parametri acquisiscono importanza e “pesi” diversi, cambiando la considerazione della variabile in questione.

Ci sono situazioni in cui la sensibilità può godere di una considerazione diversa rispetto all’impedenza e alla risposta in frequenza, altre in cui le posizioni si ribaltano.

La risposta in frequenza acquisisce minor valore per una cuffia da ascolto destinata ad una persona anziana, il cui range dinamico si riduce rispetto a quello normale dell’essere umano perfettamente udente, arrivando ad un massimo di 12.000 Hz, dai 20.000 Hz iniziali.

In questo caso è forse più importante il parametro della sensibilità, poiché favorisce un suono più potente e limpido.

Diversamente, una cuffia per ascoltare musica live, oppure da studio, deve avere un range di risposta ottimale, a discapito magari della sensibilità.

Se volete acquistare una cuffia gaming, (Qui la Guida alle Cuffie da Gioco) se amate i giochi d’azione, anche in questo caso il parametro è importante perché potete sentire meglio i suoni più lievi (ma è importante anche avere ottima sensibilità), mentre se la cuffia viene utilizzata prevalentemente durante la visione di film e spettacoli televisivi (Qui le cuffie wireless per Tv), poco importa se il range è più o meno ampio rispetto al canonico intervallo 20 Hz – 20 kHz.

Ciascun impiego prevede un genere di cuffia che può essere valutato diversamente proprio nei suoi valori tipici.