Quando si comincia a suonare la chitarra molti commettono l’errore di non approfondire fin da subito gli accordi, preferendo cominciare a imparare direttamente qualche pezzo: chiariamoci, non c’è niente di sbagliato in questo, se si vuole suonare la chitarra per divertirsi!

Tuttavia, imparare da subito gli accordi comporta una grande semplificazione nel momento in cui le cose cominceranno a farsi più difficili: non si può affrontare un giro armonico, né accompagnare il canto, né, tanto meno, sperare di migliorare nel tempo senza conoscere gli accordi. Ma come imparare gli accordi per chitarra?

Oggi vedremo tutto quello che c’è da sapere a proposito degli accordi per chitarra: come si costruiscono, perché è importante conoscerli e come fare ad impararli.

Per far ciò approfitteremo per un breve ripasso di teoria musicale per chitarra: vedremo cosa sono le corde e la tastiera, illustreremo le posizioni degli accordi fondamentali e forniremo qualche trucco per riuscire a suonare come si deve gli accordi.

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Gli accordi per chitarra: cosa sono?

Chiunque suoni la chitarra (e questo vale soprattutto per quella classica e acustica) e voglia suonare qualche canzone deve necessariamente conoscere gli accordi: questi rappresentano una buona parte dell’esecuzione di ogni chitarrista.

Ma cosa sono gli accordi, nella sostanza?

Senza perdersi in troppe nozioni teoriche, che rischierebbero di confondere chi ha cominciato da poco a studiare chitarra, possiamo limitarci a dire che gli accordi sono nient’altro che la sovrapposizione di tre suoni, riprodotti nello stesso momento: questo significa che un accordo contiene almeno tre note (anche se esistono accordi che richiedono la produzione di quattro o cinque note).

Se ti sembra difficile da capire, un esempio può servire a chiarire immediatamente quanto stiamo dicendo.

Prendiamo in considerazione la scala musicale di Do Maggiore (la scala è la sequenza di note che compongono una determinata tonalità), al cui interno si trovano le seguenti note: Do – Re – Mi – Fa – Sol – La – Si.

Un accordo di Do Maggiore (nella dicitura inglese si scrive “C Maj” o semplicemente “C”) comprende la prima nota (che è quella fondamentale, che dà il tono della scala), la terza e la quinta: ne consegue che l’accordo sarà composto dalle note Do – Mi – Sol.

Esistono decine di accordi diversi, a seconda della tonalità che vogliamo eseguire.

I più semplici sono gli accordi maggiori e gli accordi minori, che seguono bene o male lo schema che abbiamo appena illustrato.

Vogliamo precisare che alcune delle indicazioni seguenti sono destinate unicamente a chiarire qualche nozione di base per chi vuole da subito approfondire un po’ di teoria musicale: se, viceversa, desideri passare direttamente alla pratica salta pure ai paragrafi successivi.

In particolare, gli accordi maggiori sono composti da due intervalli: l’intervallo non è altro che la distanza, in termini di suono, esistente tra le note che compongono l’accordo.

Nell’accordo di Do Maggiore esistono due intervalli: una terza maggiore (tra il Do e il Mi) e una terza minore (tra il Mi e il Sol).

Perché il secondo intervallo è minore? Perché se considerassimo Mi come nota fondamentale del suo accordo, avremmo questa scala: Mi – Fa# – Sol# – La – Si – Do# – Re# (dove # indica il diesis, cioè una nota suonata un semitono sopra).

In questo schema l’intervallo tra Mi e Sol# rappresenterebbe una terza maggiore: viceversa, visto che nella tonalità di Do il Sol è naturale (quindi, un semitono sotto), l’intervallo tra Mi e Sol è considerato di terza minore.

Gli accordi minori, invece, sono costruiti allo stesso modo, con la differenza che il terzo suono è diminuito, cioè si trova un semitono sotto (in questo caso, si dice, va in bemolle): quindi, tornando al nostro accordo di Do, se vogliamo un Do Minore (che si può scrivere Do min, oppure C min) dovremo suonare tre note: Do – Mib – Sol.

La caratteristica di questi accordi è quella di presentare un suono più cupo e malinconico rispetto ai primi.

Rispetto agli accordi maggiori, gli intervalli sono uno di terza minore (tra il Do e il Mib) e uno di terza maggiore (tra il Mib e il Sol, questo perché nella scala di Mib la terza nota è appunto un Sol).

Altre Tipologie di Accordi

Ad esempio gli accordi diminuiti: questi sono meno usati nella musica pop, ma può capitare di imbatterti nella dicitura Do dim.

Che differenza c’è rispetto agli altri accordi che abbiamo appena visto?

Come tutti gli accordi, anche questi sono composti da tre note (nella tonalità di Do avremo Do – Mi – Sol): tuttavia qui, rispetto all’accordo maggiore, avremo una diminuzione di semitono sia per la terza (come negli accordi minori) che per la quinta nota.

Pertanto, se vogliamo suonare un accordo di Do dim avremo le seguenti note: Do – Mib – Solb. Nel dettaglio, gli intervalli esistenti saranno entrambi due terze minori (tra Do e Mib, e tra Mib e Solb).

Tra gli accordi più importanti esistenti nella musica contemporanea, e alla base del blues, del rock e del pop, ci sono gli accordi di settima.

Questi accordi sono, in realtà, delle quadriadi, cioè sono formate da quattro note.

Gli accordi di settima si scrivono con la nota fondamentale dell’accordo accompagnata da un numero 7 e possono essere, a loro volta, maggiori (ad esempio, Do7 o C7) e minori (Do min7 o C min7).

Negli accordi di settima oltre alle tre note che compongono normalmente l’accordo (la prima, la terza e la quinta della scala) è presente anche la settima, abbassata di un semitono.

In questo caso, un Accordo di Do7 sarà composto dalle note Do – Mi – Sol – Sib.

Una variante di questo tipo di accordi sono quelli di settima aumentata (dicitura Do7+ o C7+): qui l’unica differenza riguarda la settima, che, invece di essere abbassata di un semitono rimane naturale (nel caso di un Do7+ avremo: Do – Mi – Sol – Si).

Altrettanto frequenti, ma soprattutto nel blues, sono gli accordi di quarta, di sesta e di nona, rispettivamente scritti Do4, Do6 e Do9.

Anche in questo caso abbiamo a che fare con quadriadi, con la differenza che qui alle tre note di base non si aggiunge la settima ma, rispettivamente, la quarta, la sesta e la nona.

Rimanendo ancora in Do, un accordo di quarta sarà composto dalle note Do – Mi – Fa – Sol; un accordo di sesta dalle note Do – Mi – Sol – La; un accordo di nona conterrà Do – Mi – Sol – Re (acuto, cioè posto subito dopo il Do dell’ottava superiore a quella che compone l’accordo).

Come trovare le note degli accordi

Dopo aver descritto cosa sono gli accordi e come costruirli (anche se il discorso sarebbe ancora lunghissimo e ci siamo solo limitati a vedere le diverse varianti del solo accordo di Do), è importante conoscere anche come suonarli praticamente sulla nostra chitarra.

Il requisito di base per poter imparare gli accordi per chitarra è quello di conoscere alla perfezione le corde di questo strumento.

Prendendo in considerazione unicamente un modello a sei corde (cioè quello classico), avremo, dalla corda più sottile a quella più spessa, le seguenti note: Mi cantino (o acuto), Si, Sol, Re, La, Mi basso (o grave).

Lo spessore delle corde è responsabile della tonalità emessa da ciascuna di esse quando la pizzichiamo con le dita: conseguentemente, le corde più spesse producono suoni più bassi, mentre quelle più sottili emettono suoni acuti.

L’intonazione delle corde dipende anche dall’accordatura: non stiamo parlando del tenere accordate le corde della chitarra, ma della pratica, frequente presso molti chitarristi, di tenere le corde strette o allentate apposta.

In questo modo, infatti, si interviene sulla tonalità delle corde andando ad aumentare o diminuire di uno o più semitoni ciascuna corda: ad esempio, se aumentiamo la tensione e tiriamo di più la corda saliremo da un Mi ad un Fa e così continuando arriviamo a Fa#, Sol e così via; viceversa, se allentiamo la chiusura della chiave della corda diminuiamo di semitono: dal Mi si scende al Mib, al Re, al Reb e così via.

Ora, dopo aver capito come funzionano le corde, dobbiamo precisare che i suoni riprodotti da ciascuna di esse sono questi unicamente se le teniamo aperte: ciò vuol dire che se suoniamo la corda di Mi cantino senza premere alcun tasto allora otterremo esattamente questa nota.

Per ottenere tutte le altre note della scala su ciascuna corda esiste la tastiera.

Tutte le chitarre presentano una medesima configurazione della tastiera, potendosi differenziare per lunghezza della medesima e per numero di tasti.

Questi ultimi sono presenti per gruppi di 12 lungo ogni corda e servono a suonare tutte e dodici le tonalità che compongono una scala.

Dopo il dodicesimo torneremo a suonare la stessa nota del primo (il tredicesimo è uguale al primo, il quattordicesimo al secondo, e così via), chiaramente ad un’ottava superiore.

Se prendiamo in considerazione la corda di Mi, ad esempio, avremo che il primo tasto (in corrispondenza della fine dell’impugnatura) corrisponde ad un Fa, cui seguiranno le seguenti note: Fa#(= Solb), Sol, Sol#(= Lab), La, La#(= Sib), Si, Do, Do#(= Reb), Re, Re#(= Mib), Mi, mentre il tredicesimo tasto è un Fa.

La complessità nello studio della chitarra e nella memorizzazione degli accordi sta proprio nel sapere a quale nota corrisponde ciascun singolo tasto di ciascuna corda, dal momento che questo schema appena visto vale per tutte e sei le corde e che una scala o un accordo possono essere eseguiti in diverse posizioni.

Uno dei metodi principali che si seguono per imparare velocemente le note sulla tastiera è quello di suonare le scale: partendo da una determinata nota fondamentale si suonano le note appartenenti alla scala.

Ad esempio, se eseguiamo una scala di Do Maggiore, troveremo il Re due tasti dopo la prima e così via per tutte le altre note. Nelle tonalità che presentano alterazioni il discorso cambia lievemente, ma il succo resta il medesimo.

Possiamo riassumere tutto quello che abbiamo detto con il seguente schema:

Come trovare le note sulla chitarra

 Prima corda (Mi)Seconda corda (Si)Terza corda (Sol)Quarta corda (Re)Quinta corda (La)Sesta corda (Mi)
1° TastoFaDo Sol#/LabRe#/Mi b La#/SibFa
2° TastoFa#/SolbDo#/RebLa Mi Si Fa#/Solb
3° TastoSol Re La#/SibFa Do Sol
4° TastoSol#/LabRe#/Mi bSi Fa#/Sol bDo#/RebSol#/Lab
5° TastoLaMi Do SolRe La
6° TastoLa#/SibFa Do#/RebSol#/LabRe#/MibLa#/Sib
7° TastoSiFa#/SolbRe La Mi Si
8° TastoDoSolRe#/Mi bLa#/SibFa Do
9° TastoDo#/RebSol#/LabMi Si Fa#/SolbDo#/Reb
10° TastoReLa Fa Do Sol Re
11° TastoRe#/ MibLa#/SibFa#/SolbDo#/RebSol#/Lab Re#/ Mib
12° TastoMiSiSolReLaMi

Come imparare gli accordi per Chitarra?

Tutto quello che abbiamo detto finora può spaventare il neofita: si tratta di un bel po’ di cose da conoscere e da imparare. Tuttavia, si tratta di un lavoro davvero necessario per riuscire a leggere correttamente la musica, come pure per riuscire a costruire in modo rapido gli accordi più diversi che ci si può trovare a dover suonare.

Questo significa che fino a quando non avrai acquisito una maggiore preparazione sei destinato a dover studiare scale e posizione delle dita dalla mattina alla sera?

Fortunatamente no: infatti, oltre ad una solida preparazione teorica, per imparare gli accordi (quanto meno quelli fondamentali) è possibile affidarsi al proprio orecchio e ad alcuni supporti, che illustrano perfettamente in che modo posizionare le dita per costruire gli accordi.

In questo, l’aiuto principale deriva dai chord chart: si tratta di disegni o altre rappresentazioni che mostrano in che modo eseguire gli accordi.

Nella foto seguente, ad esempio, vediamo una rappresentazione della tastiera della chitarra divisa in una griglia: all’interno di quest’ultima le linee verticali indicano le corde, mentre quelle orizzontali rappresentano le barre che identificano i tasti.

I pallini in corrispondenza delle righe rappresentano il corretto posizionamento delle dita della mano sulla tastiera, mentre i numeri al loro interno indicano quali dita sarebbe corretto utilizzare per premere i tasti, dove, supponendo che si utilizzi la sinistra per tenere la tastiera e la destra per suonare, 1 sta per l’indice, 2 per il medio, 3 per l’anulare, 4 per il mignolo.

Grazie a questo metodo è possibile, anche se sei completamente a digiuno di quel minimo di teoria musicale cui abbiamo fatto cenno, riuscire a suonare quanto meno gli accordi più comuni che puoi incontrare durante i primi tempi.

Ovviamente, anche questo metodo richiede che tu conosca almeno la struttura della chitarra (corde, tastiere) e la composizione degli accordi.

Una delle modalità stilistiche con cui si realizzano gli accordi con chitarra è il cosiddetto barrè: in altri termini, in questo modo si utilizza lo stesso dito (normalmente l’indice) per tenere premuti tutti i tasti necessari ad eseguire l’accordo (barrè completo) o solo alcuni (mezzo barrè).

Si tratta di una tecnica piuttosto complicata per chi è alle prime armi, dato che normalmente la forza nella mano non è ancora sufficiente per eseguire correttamente un barrè.

Anche per questo, tuttavia, è possibile ricorrere ai chord chart: il barrè, in particolare, è facilmente individuabile quando viene indicato il numero 1 a copertura di più corde.

Ovviamente, ciò non toglie che tu dovrai fare moltissima pratica: tuttavia, avendo a disposizione un supporto che elenca le posizioni dei principali accordi potrai riuscire fin da subito a suonarli nel modo più rapido possibile.

Un altro trucco utilizzato per imparare gli accordi è quello di arpeggiarli: questo significa che nel momento in cui sei riuscito ad individuare le note fondamentali dell’accordo dovrai suonare una corda per volta, in modo nitido.

Questo ti permette di capire immediatamente se c’è qualcosa che stai sbagliando nella tua posizione (e quindi se stai suonando una nota fuori accordo): esercitati negli arpeggi (ti serviranno a prescindere) e la tua mano si abituerà rapidamente ad eseguire i passaggi tra un accordo e l’altro, permettendoti, inoltre, di memorizzare più facilmente le posizioni e il modo corretto di tenere le dita sulla tastiera.

Una volta che l’arpeggio sia stato eseguito bene, tieni ferma la mano e comincia a suonare tutte le corde coinvolte: ora stai suonando esattamente l’accordo e potrai decidere di passare a studiarne un altro.

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Quali accordi imparare per primi?

Imparare a sapere quali sono le note che compongono gli accordi e memorizzare le forme degli stessi con il supporto dei diagrammi è già una parte del lavoro: ovviamente dovrai studiare molto per acquisire familiarità con le posizioni, per poi lanciarti negli esercizi che ti permettono di passare da un accordo all’altro, eseguendo i giri che trovi in tutte le canzoni.

Partendo da quelli più facili, come il giro di Do reso famosissimo dalla “Canzone del Sole” di Battisti, a poco a poco riuscirai ad eseguire perfettamente tutti gli accordi.

Ma in quale ordine procedere per imparare gli accordi?

Certo, l’obiettivo è quello di arrivare a suonare tutti i tipi di accordi esistenti, di cui abbiamo parlato ad inizio articolo.

Tuttavia, la maggior parte delle canzoni, specialmente quelle pop, si basano bene o male sempre sui medesimi accordi.

Un metodo utilizzato per imparare gli accordi per chitarra è il cosiddetto “Caged” (che in inglese significa “ingabbiato”).

Questo metodo consiste nell’imparare per primi alcuni accordi che sono i meno impegnativi per le dita (perché non includono il barrè) e che sono molto frequenti nella musica contemporanea.

Il termine Caged non è altro che l’acronimo delle sigle inglesi che indicano le note, cioè:

C (Do) – A (La, La minore) – G (Sol) – E (Mi, Mi minore) – D (Re, Re minore).

Per supportarti in questa missione, puoi consultare la lista che trovi sul sito Chitarra Facile:

Qui troverai tutte le indicazioni sulle posizioni degli accordi che ti interessano, oltre che dei video appositamente realizzati per accompagnarti nella costruzione degli accordi, nel posizionamento delle dita, e così via.

Inoltre, se sei interessato ad approfondire le nozioni di teoria musicale cui abbiamo fatto cenno o, in generale, a perfezionare la tua conoscenza della chitarra, avrai la possibilità di accedere a video tutorial per imparare gli accordi, oltre a moltissime altre lezioni, materiali e consigli da seguire durante il tuo studio della chitarra.

Per poter accedere a tutto questo e molto altro non devi far altro che iscriverti al sito, utilizzando il seguente link: